La figura del suonatore di cetra occupa un posto rilevante nella storia della musica antica, un ruolo che intreccia tradizione, arti performative e simbologie religiose. La risposta alla domanda più ricorrente — «Come si chiama il suonatore di cetra?» — è citarista, un termine che attraversa la lingua latina, il mondo greco e la tradizione letteraria italiana.
Il citarista non era un semplice musicista: era un professionista che padroneggiava la cetra (kithára), uno degli strumenti più importanti dell’antichità, spesso associato al canto, ai concorsi pubblici e alle forme più elevate di espressione artistica. Comprendere chi fosse, come operava e quale significato rivestisse significa avvicinarsi a un capitolo significativo della storia culturale del Mediterraneo.
Il suo ruolo emerge nelle opere di autori classici, nei reperti archeologici, nelle teorie musicali e perfino nei testi poetici medievali. Scoprire l’origine del termine e il contesto in cui veniva utilizzato consente di chiarire non solo la denominazione, ma anche il valore sociale di un musicista che era considerato simbolo di armonia, educazione e prestigio.
Il termine per il suonatore di cetra
La denominazione corretta, le sue varianti e i contesti d’uso rappresentano il punto di partenza per comprendere la storia e il significato di questa figura.
Origine della parola «citarista»
La parola citarista deriva dal latino citharista, proveniente dal greco kitharistḗs. Questa radice linguistica si ricollega direttamente alla cetra, chiamata kithára in greco. La definizione riportata dal Vocabolario Treccani identifica il citarista come “suonatore, suonatrice di cetra”, offrendo una chiave interpretativa chiara e riconosciuta dalla comunità linguistica accademica.
Il termine persiste anche nella letteratura italiana: Dante Alighieri, nel Purgatorio, utilizza l’immagine del citarista per descrivere la precisione del canto accompagnato dalla cetra, un riferimento prezioso che testimonia la continuità semantica della parola.
Variante «citaredo» e altre forme
Accanto al termine “citarista” esiste anche citaredo, variante attestata nei dizionari italiani e legata soprattutto al contesto greco. Il citaredo era un cantore che si accompagnava con la cetra durante esecuzioni liriche. In alcuni testi appare la forma femminile citareda, mentre in ambito enigmistico entrambe le parole compaiono come soluzioni corrette alla definizione “suonatore di cetra”. Queste varianti arricchiscono il campo lessicale offrendo sfumature di significato collegate al ruolo specifico del musicista.
Contesti d’uso antichi e moderni
Il termine citarista trova la sua collocazione più forte nell’antichità greco-romana, quando il musicista non era soltanto un interprete, ma anche una figura inserita in contesti cerimoniali, religiosi e performativi. Pur non avendo più un uso comune nella musica contemporanea, la parola continua a comparire in studi musicologici, in trattati di storia culturale, in pubblicazioni specialistiche e in giochi linguistici, preservandone l’identità originaria.
Ruolo e funzione del suonatore di cetra nell’antichità
La funzione del citarista era complessa e articolata: richiedeva tecnica, talento vocale e padronanza dell’arte poetica.
La cetra nell’antica Grecia
Nella Grecia antica la cetra era associata alla musica professionale, utilizzata in festival pubblici, gare artistiche, cerimonie religiose e contesti educativi. I citaristi erano musicisti esperti, capaci di padroneggiare ritmi complessi e accompagnare componimenti lirici. Lo strumento era considerato un segno di prestigio intellettuale e artistico, spesso associato a divinità come Apollo o a importanti scuole musicali.
Il ruolo a Roma
La civiltà romana accolse la cetra dall’ambiente greco, integrandola nei propri spazi culturali: feste, banchetti, riti e spettacoli nelle ville. Roma riconobbe al citarista la capacità di esaltare la parola poetica e di arricchire cerimonie pubbliche con una componente musicale ricercata. La sua presenza era un elemento di raffinatezza sociale e veniva apprezzata nelle famiglie aristocratiche, nelle scuole e nei luoghi di formazione.
Il suonatore come accompagnatore di canto
Il citarista era spesso anche un cantore. La pratica della citarodia prevedeva che il canto fosse accompagnato dalla cetra, con ritmi e intonazioni armonizzati alla poesia. I testi antichi mostrano che la collaborazione tra canto e strumento richiedeva una perfetta padronanza tecnica: l’esecuzione del citarista doveva seguire il “guizzo della corda”, come sottolinea l’immagine letteraria dantesca.
Esempi storici di citaristi
Tra i citaristi più noti spicca Terpandro, figura fondamentale della musica greca del VII secolo a.C., considerato uno dei pionieri dell’arte lirica. Altri citaristi vengono citati nelle cronache antiche, spesso legati ai festival musicali e ai primi concorsi dedicati alla cetra. Le testimonianze archeologiche e iconografiche mostrano citaristi immortalati in vasi, rilievi e affreschi, a conferma della loro centralità culturale.
La cetra: lo strumento, caratteristiche e simboli
Analizzare la cetra significa comprendere l’impatto estetico e culturale che questo strumento ha avuto nelle epoche antiche.
Qual è la cetra (kithara) e come si differenzia dalla lira
La cetra presenta una struttura più complessa rispetto alla lira: corpo sonoro più grande, sette corde tendenti, utilizzo di materiali selezionati e modalità esecutiva più articolata. La lira era spesso destinata ai giovani e alla formazione civica; la cetra, al contrario, era lo strumento dei professionisti. Questa distinzione è fondamentale per comprendere la competenza richiesta al citarista.
Simbolismo del suonatore di cetra
La figura del citarista è strettamente legata al mito di Apollo, divinità delle arti e della musica. Le rappresentazioni di Apollo Citaredo rispecchiano l’importanza dello strumento come emblema di armonia, equilibrio e bellezza musicale. Il legame con il sacro conferisce alla cetra un valore che supera la dimensione puramente tecnica.
Evoluzione dello strumento nel tempo
La cetra ha attraversato diverse fasi evolutive: dall’originaria kithára greca alle varianti romane, dalle interpretazioni medievali alla rinascita nel periodo umanistico, fino ai collegamenti indiretti con strumenti come la “cetera” rinascimentale e la chitarra moderna. Le trasformazioni dimostrano come lo strumento abbia influenzato la storia musicale europea.
Conclusione
La parola citarista identifica con precisione il suonatore di cetra, una figura che ha plasmato aspetti significativi della musica dell’antichità greca e romana. Comprendere il significato del termine, le sue radici linguistiche e il suo utilizzo storico permette di colmare un vuoto culturale e di approfondire un ambito musicale che continua a essere studiato, ricostruito e reinterpretato. La cetra e il suo suonatore restano testimonianze preziose di una tradizione che ha segnato la storia dell’arte e dell’espressione poetica.
